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mercoledì 21 dicembre 2011

Ogni uomo è artefice del proprio destino


“L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro…” cosi recita il primo articolo della nostra costituzione, anche se al giorno d’oggi sembra un articolo piuttosto anacronistico.
Da un po’ di tempo sembra  che aleggi su di noi una cappa nera la quale opprime le nostre vite, un mostro che incute paura, incertezza, un mostro da esorcizzare nei vari modi che ci suggeriranno vari esperti e politici di turno, questo pericoloso demone si manifesta sotto il nome di “CRISI”. Sempre più spesso mi capita dovunque mi trovo di vedere persone nel pallone, incerte del loro futuro, del loro avvenire e della sorte dei loro beni. Tutto ciò non mi desta una grande preoccupazione, quello che più mi addolora e mi spaventa seriamente è il vedere la gente in uno stato di ansia perenne, pendere dalle labbra dei telegiornali aspettando che arrivi una qualche buona novella, come un condannato a morte aspetta la grazia per sfuggire dalle mani del boia. Altra pia pratica tramandataci nei secoli e sempre attuale, essendo la via più semplice da seguire, è la lamentela, l’autocommiserazione, il piangersi addosso accollando la colpa ora a Monti, Berlusconi, Prodi e via discorrendo; piuttosto che farsi prendere dal panico perché non ci si ferma un secondo e ci si chiede cos’è questa crisi? Esiste davvero? Da dove viene? Chi la generata e chi la dovrà pagare? A quale pro e a vantaggio di chi? Perchè non si ragiona analizzando attentamente passo passo tutto ciò? Chi scrive non è un esperto di economia e soprattutto non vuole in nessun modo ergersi su un pulpito a voler dare  lezioni ma è solo una persona molto curiosa che non si è mai accontenta delle verità preconfe-zionate trasmesse da istituzioni, tv, scuola etc e che sull’esempio di S. Tommaso ha sempre voluto toccare con mano per credere e convalidare ciò che ci viene tramandato. Con questa mia lettera voglio solo esporre il frutto del mio ragionamento, non ulteriori teorie o annunci di sventura ma fatti concreti, i quali spero siano di ausilio al risveglio delle nostre coscienze e della nostra ragione, ribadendo ancora una volta che l’ultima mia intenzione sarebbe far la predica o la morale a chicchessia, questo è un compito che lascio ad altri. Per il resto mi reputo una persona comune che nel mio piccolo mi sforzo piuttosto che puntare il dito e dare giudizi a capire chi mi sta innanzi e l’ambiente dove vivo, quindi penso o meglio ne sono convinto di non poter in alcun modo giudicare un mio simile essendo anch’io un uomo soggetto all’errore e passibile di giudizio, quindi che potrei insegnare? Un altro errore che voglio evitare al lettore è il lasciarsi trasportare da quello che scriverò, non scambiando la lettera per un manuale di istruzioni di un mitomane in cerca di adepti, un vaso da dove estrarre soluzioni o peggio un incitamento alla rivolta, e solo lo sfogo (dopo il sentire quotidianamente solo lamentele e preoccupazioni varie) rivolto alla mia gente in preda ad una psicosi alimentata da chi ci “informa” di disgrazie imminenti, emergenze di vario genere, borse che crollano, incendi, alluvioni e chi più ne ha più ne metta, al contrario è un invito ad usare la propria razionalità filtrando le varie “informazioni” e non  prendere per oro colato tutto ciò che si sente, sforzandosi di “partorire” come diceva Socrate la verità che è dentro di noi e che nessuno può insegnarci. Altresì spero che altro frutto di queste righe sia il diffondersi di una certa serenità prendendo coscienza che non siamo ad un passo dal disastro o “alla fine dei tempi” ma siamo solo noi “gli artefici del nostro destino”. Detto ciò cercherò di spiegare passo passo il motivo dei miei dubbi.